Medicina estetica e chirurgia: ecco chi prevale

by / venerdì, 11 ottobre 2013 / Published in Medicina

Medicina EsteticaIl rapporto tra medicina estetica e chirurgia estetica oscilla tra la rivalità e la sinergia. Quel che è certo è che, inoltre, nel corso degli ultimi anni la medicina estetica è riuscita a recuperare rapidamente terreno nei confronti della “sorella” chirurgica, fino a scavalcare la più celebrata area di intervento con bisturi & co.

Stando a quanto emerge dall’ultimo studio condotto dalla ASAPS (American Society of Aesthetic Plastic Surgery), infatti, se nel 1997 su 100 interventi estetici 55 erano contraddistinti dall’utilizzo del bisturi, e 45 da tecniche meno invasive, nel corso del 2012 la situazione si è più che ribaltata, con una percentuale di trattamenti di medicina estetica pari addirittura all’83,29%, contro un minoritario 16,72% di chirurgia.

Per quanto concerne i trattamenti di medicina estetica più diffusi in Italia, a prevalere è certamente il filler di acido ialuronico, seguito dalla tossina botulinica e dalla c.d. “biorivitalizzazione cutanea“, finalizzata a mantenere la propria pelle in un ideale stato di salute mediante alcune vitamine che possono equilibrare le sostanze presenti in natura nel nostro derma, contrastando così l’invecchiamento e altre problematiche della cute.

Per quanto riguarda invece la tossina botulinica, pur non diventando la procedura di medicina estetica più richiesta, si registra un trend in continua ascesa. Di contro, è proprio la tossina botulinica a regnare nel resto del mondo, con le statistiche ASAPS presentate al Congresso Internationale di Medicina Estetica Agorà che confermano questo ruolo di massimo riferimento globale nel comparto.

Scendendo ancora la classifica, al quarto e al quinto posto si trovano due differenti tipologie di laser. Al quarto posto c’è infatti il laser che consente la depilazione definitiva, mentre al quinto posto troviamo il Q-Switch, un laser che serve a rimuovere le macchie, le discromine e i tatuaggi che spesso si trovano sulla pelle, costituendo motivo di disagio.

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